#totaleabbandono “Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi, in questo tempo di grazia, ad un totale abbandono a mio Figlio. Apritevi a lui! Aprite i vostri cuori per poter ricevere grazie. Intercedo per tutti voi presso mio Figlio. Cari figli, pregate! Pregate...Leggi tutto...

Pellegrinaggi a Medjugorie

A.H. Antonioli Viaggi da ormai 20 anni organizza Pellegrinaggi a Medjugorje con autobus gran turismo o minibus.

Il programma base è di 6 giorni, cinque notti.

 

 

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Ultimo Messaggio

Messaggio del 5 ottobre 2018 a Ivan


#totaleabbandono

“Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi, in questo tempo di grazia, ad un totale abbandono a mio Figlio. Apritevi a lui! Aprite i vostri cuori per poter ricevere grazie. Intercedo per tutti voi presso mio Figlio. Cari figli, pregate! Pregate e apritevi nella preghiera. Grazie anche oggi, cari figli, per aver risposto alla mia chiamata”. La Madonna oggi è venuta a noi gioiosa e felice. Come sempre, ci ha salutato tutti col materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Per un periodo di tempo ha pregato qui su tutti noi con le mani distese. Ha benedetto tutti noi con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Poi ha pregato per un periodo di tempo in particolare per la pace, per la pace nelle famiglie. Poi in questa preghiera se n’è andata, nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”».

#totaleabbandono

“Cari figli, anche oggi in modo particolare desidero invitarvi, in questo tempo di grazia, ad un totale abbandono a mio Figlio. Apritevi a lui! Aprite i vostri cuori per poter ricevere grazie. Intercedo per tutti voi presso mio Figlio. Cari figli, pregate! Pregate e apritevi nella preghiera. Grazie anche oggi, cari figli, per aver risposto alla mia chiamata”. La Madonna oggi è venuta a noi gioiosa e felice. Come sempre, ci ha salutato tutti col materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Per un periodo di tempo ha pregato qui su tutti noi con le mani distese. Ha benedetto tutti noi con la sua benedizione materna ed ha benedetto tutto quello che avete portato perché venisse benedetto. Poi ha pregato per un periodo di tempo in particolare per la pace, per la pace nelle famiglie. Poi in questa preghiera se n’è andata, nel segno della luce e della croce, col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”».

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 Messaggio della Regina della Pace del 25 ottobre 2018

  


"Cari figli! Voi avete la grande grazia di essere chiamati ad una nuova vita attraverso i messaggi che io vi do. Figlioli, questo è tempo di grazia, il tempo e la chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future. 

Perciò vi invito, figlioli, pregate di più e aprite il vostro cuore a mio Figlio Gesù. Io sono con voi, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata".

Testo della telefonata di P. Livio con la veggente Marija di Medjugorje
diretta del 25 ottobre ore 21,30

P. Livio: Questo messaggio sembra un invito pressante alla conversione.

Marija: Ultimamente la Madonna continua a chiamarci alla conversione, a pregare di più. In agosto ci ha detto “Pregate di più e parlate di meno”. Mi sembra che la Madonna ci stia chiamando in modo concreto a un cammino di conversione.

P. Livio:  La conversione è un messaggio principale di Medjugorje, ma per quelli che hanno risposto alla chiamata, la conversione deve essere un impegno quotidiano, un cammino che non termina mai.    

Marija:  Esattamente. In questi anni la Madonna ci chiama sempre di più a vivere questo cammino con la gioia. Ci chiede di non essere cristiani tristi, ma gioiosi, fieri di essere cristiani e di testimoniarlo con gioia, con fierezza, con amore e con decisione. La Madonna sta preparando un popolo di persone che si convertano in un modo radicale, bello, profondo.

P. Livio: Mi ha colpito la frase "chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future". Cosa può significare questo?

Marija: Secondo me la Madonna vuole che diventiamo lievito, sale, luce per gli altri...

P. Livio:  "Generazioni future“  forse vuol dire che dobbiamo trasmettere la fede anche ai più piccoli, cosa che molti genitori hanno tralasciato.

Marija:  Io ricordo di tanti che, venuti a Medjugorje, coinvolgevano altre persone, lontani; le portavano a Medjugorje per riscoprire la fede e l’amore verso la Madonna. Io credo che la Madonna chieda a noi di essere lievito per le nuove generazioni; prima di tutto con la nostra preghiera, poi con la nostra vita, il nostro esempio...

P. Livio: E’ bella l’espressione "Voi avete la grazia di essere chiamati ad una nuova vita". La conversione è veramente un cambiamento di vita, cambiamento del modo di pensare e di vivere. E’ una vita nuova in senso soprannaturale, ma anche naturale. Se ci si converte davvero, si cambia il modo di pensare e di vivere.

Marija: Adesso stiamo andando verso l’inverno, tempo di intimità, verso l’Avvento e il Natale e sento che la Madonna ci sta preparando a questo tempo nuovo. Siamo noi questo tempo nuovo, chiamati all’eternità, perchè il Signore ci ha dato la vita e non moriremo mai; morirà il corpo, ma non la nostra anima...

P. Livio:  Infatti la prossima settimana ci sarà la festa di tutti i Santi e il ricordo dei fedeli defunti: è l’invito a guardare alla méta della vita, che è l’eternità.

Marija:  Non solo. Durante questi anni ho visto che la Madonna chiede che diventiamo “uno” tra noi, che siamo poveri peccatori, con i Santi. Ci ha invitato a leggere la vita dei Santi, a imitarli e pregarli. Così i nostri morti... Ci sono tanti Santi nascosti, che non saranno mai sugli altari... La Madonna dice che questa vita nuova comincia da me e da te, da una santa mamma, un santo papà, una santa famiglia. La Madonna chiede una famiglia unita che prega.

P. Livio: A volte la Madonna ha detto che il primo passo per la conversione è la confessione. Nella nostra tradizione per la festa dei Santi molti si confessano. Ora la santità comincia con la vita di grazia, lasciando il peccato mortale.

Marija: E’ vero. La Madonna continua a dirci non soltanto di pregare, ma di prepararci alle feste con le novene, i tridui, con la confessione. Lei ha detto che “questo è tempo di grazia”. Se noi vogliamo essere in grazia, dobbiamo prepararci con la confessione. Già dai primi giorni la Madonna ha chiamato la parrocchia, la famiglia... e poi con i messaggi ha invitato il mondo intero attraverso la scuola della preghiera. La Madonna ci chiama in modo concreto sulla via della preghiera, sulla via della conversione, sulla via della santità.

P. Livio:  La Madonna spesso ci chiede di pregare di più. Si tratta della quantità di preghiere o invece della qualità di preghiera, la preghiera che si fa aprendo il cuore?

Marija:  La Madonna ci chiede di pregare in particolare per i nostri defunti, di far celebrare le sante messe e partecipare. La mia era una famiglia povera, ma mio papà metteva da parte dei soldi e quando arrivava un missionario li dava per le sante messe per i nostri defunti... Questo è tempo di grazia e anche tempo di preghiera per i nostri defunti.

P.. Livio: La preghiera per i defunti è un grande atto di carità perchè le anime del purgatorio non possono pregare per loro stesse. La preghiera principale è la S. Messa, vero Marija?

Marija: Esattamente... Uno che prega, sente il bisogno di pregare di più, di convertirsi, di cambiare la vita, di andare all’adorazione, alla santa Messa, di mettere la Sacra Scrittura in un posto visibile, di fare il digiuno: tutto è legato l’uno con l’altro...

P. Livio:  Come dicevi tu, la preghiera all’inizio può essere un impegno, ma poi pregando la preghiera diventa gioia.

Marija:  Sì. Senza la preghiera non sappiamo vivere. La preghiera diventa non di un’ora o di venti ore, ma di ventiquattro ore; cioè la preghiera diventa vita. Uno che prega, benedice e diventa benedizione per gli altri.

P. Livio: "Senza preghiera non potete vivere", ha detto una volta la Madonna. Cioè se non preghiamo è come se fossimo morti.

Marija: Sì. Come dice Gesù: “Io sono la vite e voi i tralci”. Noi siamo chiamati ad essere uniti a Cristo. Lui è presente nella nostra vita e con la nostra vita siamo chiamati a testimoniarlo... Una persona che prega è una persona gioiosa.

P. Livio:  Ci sono tante persone che si convertono?

Marija:  Tante persone si convertono, ma in Europa purtroppo molto meno. Molto di più in Asia e nei Paesi più poveri. Mi raccontano dei pellegrini che in Cina, in Mongolia, nei Paesi che mai ci saremmo aspettati, nascono gruppi di preghiera legati con Medjugorje, che fanno un lavoro bellissimo e diventano davvero apostoli dell’amore della Madonna e dell’amore di Gesù.

Marija e Padre Livio hanno quindi pregato il “Magnificat” ed il Gloria
Padre Livio ha concluso con la benedizione.


Messaggio della Regina della Pace
a Mirjana, 2 novembre 2018


"Cari figli, il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono; mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere. 

Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono Lui, mio Figlio.Perciò invito voi, apostoli del mio amore: voi cercate di guardare fino in fondo nei cuori degli uomini e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto.

Guardare in questo modo è misericordia del Padre Celeste.

Cercare il bene perfino là dove c’è il male più grande, cercare di comprendervi gli uni gli altri e di non giudicare: questo è ciò che mio Figlio vuole da voi.

Ed io, come Madre, vi invito ad ascoltarLo.

Figli miei, lo spirito è più potente della carne e, portato dall’amore e dalle opere, supera tutti gli ostacoli.

Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il suo amore è con voi ed in voi, quando siete una cosa sola con Lui.

Egli è la luce del mondo, e nessuno e nulla potrà fermarLo nella gloria finale.

Perciò, apostoli del mio amore, non dovete temere di testimoniare la verità!

Testimoniatela con entusiasmo, con le opere, con amore, con il vostro sacrificio, ma soprattutto con umiltà.

Testimoniate la verità a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio.

Io vi sarò accanto, io vi incoraggerò.

Testimoniate l’amore che non finisce mai, perché viene dal Padre Celeste che è eterno ed offre l’eternità a tutti i miei figli. Lo Spirito di mio Figlio vi sarà accanto.

Vi invito di nuovo, figli miei: pregate per i vostri pastori, pregate che l’amore di mio Figlio possa guidarli.

Vi ringrazio."

Commento di Padre Livio al messaggio del 2 novembre 

Il messaggio della Regina della Pace del 2 novembre è molto intenso e persino drammatico, come anche il messaggio del 2 ottobre, dove si era rivolta a noi dicendo: “cari figli, vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere” e aveva concluso con “perciò ascoltatemi, abbiate coraggio, non desistete”.

La Madonna sta illuminando il passaggio storico che stiamo vivendo: la grandeapostasia, l’impostura religiosa, il rinnegamento di suo Figlio. Sa che stiamo passando attraverso una valle oscura, dove la fede è messa alla prova in una situazione che definisce: “il mondo nuovo senza Dio”, e in tanti messaggi ha detto: “state rinunciando a Cristo e rinunciando a Cristo, satana mette se stesso al posto di Dio”.

In questo messaggio la Madonna afferma: “molti miei figli”(la parola molti ci deve fare meditare), “non hanno più fede”, la nascondono, “non conoscono mio Figlio”.

Di fronte a questo rinnegamento della fede, che caratterizza l’Occidente una volta cristiano, la Madonna ci esorta ad essere coraggiosi e a testimoniare la verità con entusiasmo, a testimoniarla con le opere, con il sacrificio, a testimoniarla con umiltà e con l’amore che viene dal Cuore di suo Figlio che non finisce mai.

È dunque un messaggio drammatico, perché descrive il problema di fondo del nostro tempo: la perdita della fede di gran parte della Chiesa che si fa sempre più visibile.

Il male ormai non ha più vergogna di se stesso, è tracotante, cerca di esondare, perché manca la luce della fede, la fermezza della fede, non c’è più fede in Gesù Cristo e rischiamo di essere travolti. E tuttavia la Madonna ci incoraggia e ci dice “comunque mio Figlio vincerà” e questo avverrà attraverso di noi.

Passiamo in rassegna le espressioni con cui la Madonna mette al vaglio la fede di ognuno di noi che è chiamata ad una testimonianza eroica.

La Madonna usa due espressioni che toccano il cuore, prima dice: “Il mio Cuore materno soffre” e poi dice: “sono addolorata”, (la Madonna Addolorata, con una spada che le trafigge il Cuore) perché “guardo i miei figli che non amano la verità”, non prendono più in considerazione Gesù Cristo, il Vangelo, seguono tutti fuorché Gesù Cristo, non amano la verità perché mette in luce la propria vita che non è conforme al Vangelo, non amandola “la nascondono”, questo implica un peccato molto grave. Non è il caso di chi pecca per una debolezza, qui si tratta di qualcosa di più profondo, la verità dà fastidio, perciò la si spegne, la si nasconde.

Gesù Cristo è la verità, Lui che è la Via, la Verità e la Vita, che è il Figlio di Dio, unico Salvatore del mondo, Dio da Dio, col Padre e lo Spirito Santo.

Abbiamo detronizzato Gesù Cristo, abbiamo ridotto le sue parole a opinioni come tutte le altre, “il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono, mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere”, non credono, né amano, né agiscono in conformità a Cristo.

“Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono Lui, mio Figlio”, una frase straziante. 
La Madonna quando dice: “non hanno più fede”, vuole indicare quelli che avevano la fede, ma che adesso l’hanno persa.

“Perciò invito voi, apostoli del mio amore: voi cercate di guardare fino in fondo nei cuori degli uomini e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto”. La Madonna si rivolge a noi perché Dio vince le sue battaglie attraverso gli uomini, noi che siamo gli apostoli del suo amore.

Finché una persona non è diventata impenitente entrando nella possessione diabolica spirituale, come avvenne per esempio per Giuda quando satana entrò in lui, la Madonna ci invita a guardare agli uomini come a dei fratelli in fondo al cui cuore c’è comunque un piccolo tesoro nascosto, la voce della coscienza che magari è rimasta sepolta, un desiderio di Dio, di felicità, su cui far leva, affinché nessuno si perda.

“Guardare in questo modo è misericordia del Padre Celeste”.

Non condanniamo le persone che hanno perso la fede, non giudichiamole, cerchiamo di recuperarle, perché il bene, l’amore e la grazia sono più forti del male e quindi si possono avere miracoli di conversione, e dice:

“Cercare il bene perfino là dove c’è il male più grande, cercare di comprendervi gli uni gli altri e di non giudicare”, se abbiamo avuto la grazia della fede ringraziamo Dio e aiutiamo quelli che stanno per affogare, che la stanno perdendo. Potremmo avere anche noi domani bisogno dell’aiuto degli altri, ”questo è ciò che mio Figlio vuole da voi. Ed io, come Madre, vi invito ad ascoltarLo”.

La Madonna nella notte dei tradimenti, dei rinnegamenti, nella fuga degli Apostoli, non li ha condannati, li ha cercati, li ha riportati nel Cenacolo.

“Figli miei, lo spirito è più potente della carne e, portato dall’amore e dalle opere, supera tutti gli ostacoli”e questo desiderio di portare la luce e la gioia fa sì che tutti gli ostacoli vengano superati.

Di fronte a un naufragio della fede cerchiamo di portare sulla zattera sulla quale siamo rimasti grazie a Dio, tutti quelli che stanno per affogare.

Di fronte a questa ondata di incredulità che si è abbattuta sull’occidente, sul fastidio del Cristianesimo, la Madonna ci dice: “Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il suo amore è con voi ed in voi, quando siete una cosa sola con Lui”, se siamo in grazia di Dio. 
Gesù, anche se il mondo Lo rinnega, è risorto, è vittorioso, “Egli è la luce del mondo, e nessuno e nulla potrà fermarLo nella gloria finale”. Quando tutto sembrerà perduto, Cristo risorgerà nella gloria.

Nella prima parte del messaggio vediamo il dolore della Madonna per il rinnegamento di Cristo, l’esortazione a non scoraggiarci, ma aiutare gli altri ad uscire fuori dalla palude nella quale satana li ha affascinati.

Nella seconda parte si rivolge a noi dicendo: “non abbiate paura, con coraggio testimoniate, non abbiate paura dei rinnegamenti, della menzogna che si diffonde, dalla negazione di Cristo che è sulla bocca anche di chi dovrebbe affermarlo”, dei ministri del Vangelo. La Madonna ci dice: “Perciò, apostoli del mio amore, non dovete temere di testimoniare la verità!” Applichiamo questa frase a noi stessi: se ho paura di testimoniare la verità di Cristo, perdo la grazia, e se ho paura di testimoniare la sua salvezza per calcoli di vario genere, perdo l’anima.

“Testimoniatela con entusiasmo”non buttarla lì  - per dire “tanto quello che dovevo fare l’ho fatto” -  ma lasciandoci coinvolgere, rischiando, “con le opere, con amore, con il vostro sacrificio, ma soprattutto con umiltà”.

Non usiamo la verità come un randello per colpire gli altri, ma come un’ancora di salvezza da gettare agli altri, quindi con umiltà, sapendo che, se non abbiamo perso la fede è per grazia, perché senza la grazia la tenebra ci avrebbe travolti.

Guai a noi se ci imboschiamo per comodo, perché così la vita è più facile!

Anche quelli che parlano di Gesù, molte volte Lo presentano come non è, non Lo presentano per quello che ha detto. Ad esempio, quando ha parlato dell’inferno, o quando ha detto: “l’uomo non separi ciò Dio ha unito”, “va e non peccare  più”, “chi vuole seguire Me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”…. 
C’è un modo di eliminare le frasi scomode del Vangelo, un modo per nascondere Gesù Cristo, le sue parole di vita eterna e una grande tentazione è crearsi un “Cristo di comodo”.

Non cadiamo nella tentazione di una fede “fai da te”…  
Le parole di Cristo vanno prese sul serio, solo Lui ha parole di vita eterna, prese come risuonano nel Vangelo senza fare potature.

“Testimoniate la verità a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio”.

È il tempo di testimoniare la verità che riguarda la persona di Gesù, le parole di Gesù, con amore, non con l’amore umano, ma con l’amore che non finisce mai: “Testimoniate l’amore che non finisce mai”, l’amore del Padre Celeste, lo Spirito Santo che è amore e spirito di verità, “perché viene dal Padre Celeste che è eterno ed offre l’eternità a tutti i miei figli”. Questo è l’amore vero! Non il buonismo, il sentimentalismo, con cui si riduce il cristianesimo a una pasticceria.

“Io vi sarò accanto, io vi incoraggerò”. La Madonna non ci lascia soli.

“Lo Spirito di mio Figlio vi sarà accanto”. Gesù col suo amore e la Madonna ci prendono per mano e ci incoraggiano.

“Vi invito di nuovo, figli miei: pregate per i vostri pastori”, i pastori hanno il dovere di tutelare la fede, di predicare la fede, sono loro che per primi devono testimoniare la verità con le opere, con l’amore e il sacrificio, preghiamo per loro: “pregate che l’amore di mio Figlio possa guidarli”. I nostri pastori non hanno bisogno delle nostre critiche, hanno bisogno delle nostre preghiere, del nostro amore e anche della nostra testimonianza, perché anche loro, se vedono dei semplici laici innamorati di Gesù, vengono toccati da questo e si sentono confortati in un mondo dove la falsa luce della menzogna abbaglia.

“Vi ringrazio”. Annunciamo le parole di vita eterna senza compromessi!


 


  IL PURGATORIO 
  nei messaggi della Madonna a Medjugorje

 

 





 

“Le anime del Purgatorio aspettano le vostre preghiere e i vostri sacrifici”. 
(messaggio del 2 novembre 1982)

“Ricordatevi dei vostri morti, date loro gioia con la celebrazione della Messa”.
(messaggio del 28 gennaio 1987)

“La maggior parte degli uomini, quando muore, va in Purgatorio. Un numero pure molto grande va all’Inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte”. 
(messaggio del 2 novembre 1983)

“Cari figli, Oggi desidero invitarvi a pregare ogni giorno per le anime del Purgatorio. Ad ogni anima è necessaria la preghiera e la grazia per giungere a Dio e all'amore di Dio. Con questo anche voi, cari figli, ricevete nuovi intercessori che vi aiuteranno nella vita a capire che le cose della terra non sono importanti per voi; che solo il Cielo è la meta a cui dovete tendere. Perciò, cari figli, pregate senza sosta affinché possiate aiutare voi stessi e anche gli altri, ai quali le preghiere porteranno la gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
(messaggio del 6 novembre 1986)

“In Purgatorio ci sono tante anime e tra queste anche persone consacrate a Dio. Pregate per loro almeno sette Pater Ave Gloria e il Credo. Ve lo raccomando! Molte anime sono in Purgatorio da molto tempo perché nessuno prega per loro. Nel Purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicini all'Inferno mentre quelli elevati si avvicinano gradualmente al Paradiso”.
(messaggio del 20 luglio 1982)

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NEWSLETTER DI P. LIVIO, 27 OTTOBRE

 

Messaggio della Regina della Pace a Marija
25 ottobre

"Cari figli! 
Voi avete la grande grazia di essere chiamati ad una nuova vita attraverso i messaggi che io vi do. Figlioli, questo è tempo di grazia, il tempo e la chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future. Perciò vi invito, figlioli, pregate di più e aprite il vostro cuore a mio Figlio Gesù. Io sono con voi, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".




Cari amici,
in occasione della canonizzazione di Paolo VI, vi inviamo uno dei documenti più significati del suo Pontificato: La professione della fede cattolica.
Troviamo un momento per leggerlo attentamente e teniamolo a portata di mano in questi tempi di grandi sbandamenti.
Vostro Padre Livio



SOLENNE CONCELEBRAZIONE A CONCLUSIONE DELL'«ANNO DELLA FEDE» NEL CENTENARIO DEL MARTIRIO DEGLI APOSTOLI PIETRO E PAOLO

OMELIA DI SUA SANTITÀ PAOLO VI*
Piazza San Pietro - Domenica, 30 giugno 1968

Venerati Fratelli e diletti Figli.

Con questa solenne Liturgia Noi concludiamo la celebrazione del XIX centenario del martirio dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, e diamo così all’«Anno della Fede» il suo coronamento: l’avevamo dedicato alla commemorazione dei Santi Apostoli per attestare il nostro incrollabile proposito di fedeltà al Deposito della fede (Cfr. 1 Tim. 6, 20) che essi ci hanno trasmesso, e per rafforzare il nostro desiderio di farne sostanza di vita nella situazione storica, in cui si trova la Chiesa pellegrina nel mondo.
Noi sentiamo pertanto il dovere di ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno risposto al Nostro invito, conferendo all’ «Anno della Fede» una splendida pienezza, con l’approfondimento della loro personale adesione alla Parola di Dio, con la rinnovazione della professione di fede nelle varie comunità, e con la testimonianza di una vita veramente cristiana. Ai Nostri Fratelli nell’Episcopato, in modo particolare, e a tutti i fedeli della santa Chiesa cattolica, Noi esprimiamo la Nostra riconoscenza e impartiamo la Nostra Benedizione.
Al tempo stesso, Ci sembra che a Noi incomba il dovere di adempiere il mandato, affidato da Cristo a Pietro, di cui siamo il successore, sebbene l’ultimo per merito, di confermare cioè nella fede i nostri fratelli (Cfr. Luc. 22, 32). Consapevoli, senza dubbio, della Nostra umana debolezza, ma pure con tutta la forza che un tale mandato imprime nel Nostro spirito, Noi Ci accingiamo pertanto a fare una professione di fede, a pronunciare un Credo, che, senza essere una definizione dogmatica propriamente detta, e pur con qualche sviluppo, richiesto dalle condizioni spirituali del nostro tempo, riprende sostanzialmente il Credo di Nicea, il Credo dell’immortale Tradizione della santa Chiesa di Dio.
Nel far questo, Noi siamo coscienti dell’inquietudine, che agita alcuni ambienti moderni in relazione alla fede. Essi non si sottraggono all’influsso di un mondo in profonda trasformazione, nel quale un così gran numero di certezze sono messe in contestazione o in discussione. Vediamo anche dei cattolici che si lasciano prendere da una specie di passione per i cambiamenti e le novità. Senza dubbio la Chiesa ha costantemente il dovere di proseguire nello sforzo di approfondire e presentare, in modo sempre più confacente alle generazioni che si succedono, gli imperscrutabili misteri di Dio, fecondi per tutti di frutti di salvezza. Ma al tempo stesso, pur nell’adempimento dell’indispensabile dovere di indagine, è necessario avere la massima cura di non intaccare gli insegnamenti della dottrina cristiana. Perché ciò vorrebbe dire - come purtroppo oggi spesso avviene - un generale turbamento e perplessità in molte anime fedeli.
A tale proposito occorre ricordare che al di là del dato osservabile, scientificamente verificato, l’intelligenza dataci da Dio raggiunge la realtà (ciò che è), e non soltanto l’espressione soggettiva delle strutture e dell’evoluzione della coscienza; e che, d’altra parte, il compito dell’interpretazione - dell’ermeneutica - è di cercare di comprendere e di enucleare, nel rispetto della parola pronunciata, il significato di cui un testo è espressione, e non di ricreare in qualche modo questo stesso significato secondo l’estro di ipotesi arbitrarie.
Ma, soprattutto, Noi mettiamo la Nostra incrollabile fiducia nello Spirito Santo, anima della Chiesa, e nella fede teologale su cui si fonda la vita del Corpo mistico. Noi sappiamo che le anime attendono la parola del Vicario di Cristo, e Noi veniamo incontro a questa attesa con le istruzioni che normalmente amiamo dare. Ma oggi Ci si offre l’occasione di pronunciare una parola più solenne.

In questo giorno, scelto per la conclusione dell’«Anno della Fede», in questa Festa dei beati Apostoli Pietro e Paolo, Noi abbiamo voluto offrire al Dio vivente l’omaggio di una professione di fede. E come una volta a Cesarea di Filippo l’Apostolo Pietro prese la parola a nome dei Dodici per confessare veramente, al di là delle umane opinioni, Cristo Figlio di Dio, vivente, così oggi il suo umile Successore, Pastore della Chiesa universale, eleva la sua voce per rendere, in nome di tutto il popolo di Dio, una ferma testimonianza alla Verità divina, affidata alla Chiesa perché essa ne dia l’annunzio a tutte le genti.
Noi abbiamo voluto che la Nostra professione di fede fosse sufficientemente completa ed esplicita, per rispondere in misura appropriata al bisogno di luce, sentito da così gran numero di anime fedeli come da tutti coloro che nel mondo, a qualunque famiglia spirituale appartengano, sono in cerca della Verità.
A gloria di Dio Beatissimo e di Nostro Signore Gesù Cristo, fiduciosi nell’aiuto della Beata Vergine Maria e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, per il bene e l’edificazione della Chiesa, a nome di tutti i Pastori e di tutti i fedeli, Noi ora pronunciamo questa professione di fede, in piena comunione spirituale con tutti voi, Fratelli e Figli carissimi.

PROFESSIONE DI FEDE
Noi crediamo in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, creatore delle cose visibili, come questo mondo ove trascorre la nostra vita fuggevole, delle cose invisibili quali sono i puri spiriti, chiamati altresì angeli (Cfr. Dz.-Sch. 3002), e Creatore in ciascun uomo dell’anima spirituale e immortale.
Noi crediamo che questo unico Dio è assolutamente uno nella sua essenza infinitamente santa come in tutte le sue perfezioni, nella sua onnipotenza, nella sua scienza infinita, nella sua provvidenza, nella sua volontà e nel suo amore. Egli è Colui che è, come Egli stesso lo ha rivelato a Mosè (Cfr. Ex. 3, 14); ed Egli è Amore, come ce lo insegna l’Apostolo Giovanni (Cfr. 1 Io. 4, 8): cosicché questi due nomi, Essere e Amore, esprimono ineffabilmente la stessa Realtà divina di Colui, che ha voluto darsi a conoscere a noi, e che «abitando in una luce inaccessibile» (Cfr. 1 Tim. 6, 16) è in Se stesso al di sopra di ogni nome, di tutte le cose e di ogni intelligenza creata. Dio solo può darci la conoscenza giusta e piena di Se stesso, rivelandosi come Padre, Figlio e Spirito Santo, alla cui eterna vita noi siamo chiamati per grazia di Lui a partecipare, quaggiù nell’oscurità della fede e, oltre la morte, nella luce perpetua, l’eterna vita. I mutui vincoli, che costituiscono eternamente le tre Persone, le quali sono ciascuna l’unico e identico Essere divino, sono le beata vita intima di Dio tre volte santo, infinitamente al di là di tutto ciò che noi possiamo concepire secondo l’umana misura (Cfr. Dz-Sch. 804). Intanto rendiamo grazie alla Bontà divina per il fatto che moltissimi credenti possono attestare con noi, davanti agli uomini, l’Unità di Dio, pur non conoscendo il mistero della Santissima Trinità.
Noi dunque crediamo al Padre che genera eternamente il Figlio; al Figlio, Verbo di Dio, che è eternamente generato; allo Spirito Santo, Persona increata che procede dal Padre e dal Figlio come loro eterno Amore. In tal modo, nelle tre Persone divine, coaeternae sibi et coaequales (Dz-Sch. 75), sovrabbondano e si consumano, nella sovreccellenza e nella gloria proprie dell’Essere increato, la vita e la beatitudine di Dio perfettamente uno; e sempre «deve essere venerata l’Unità nella Trinità e la Trinità nell’Unità» (Dz-Sch. 75).
Noi crediamo in Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio. Egli è il Verbo eterno, nato dal Padre prima di tutti i secoli, e al Padre consustanziale, homoousios to Patri (Dz-Sch. 150); e per mezzo di Lui tutto è stato fatto. Egli si è incarnato per opera dello Spirito nel seno della Vergine Maria, e si è fatto uomo: eguale pertanto al Padre secondo la divinità, e inferiore al Padre secondo l’umanità (Cfr. Dz.-Sch. 76), ed Egli stesso uno, non per una qualche impossibile confusione delle nature ma per l’unità della persona (Cfr. Ibid.).

Egli ha dimorato in mezzo a noi, pieno di grazia e di verità. Egli ha annunciato e instaurato il Regno di Dio, e in Sé ci ha fatto conoscere il Padre. Egli ci ha dato il suo Comandamento nuovo, di amarci gli uni gli altri com’Egli ci ha amato. Ci ha insegnato la via delle Beatitudini del Vangelo: povertà in spirito, mitezza, dolore sopportato nella pazienza, sete della giustizia, misericordia, purezza di cuore, volontà di pace, persecuzione sofferta per la giustizia. Egli ha patito sotto Ponzio Pilato, Agnello di Dio che porta sopra di sé i peccati del mondo, ed è morto per noi sulla Croce, salvandoci col suo Sangue Redentore. Egli è stato sepolto e, per suo proprio potere, è risolto nel terzo giorno, elevandoci con la sua Resurrezione alla partecipazione della vita divina, che è la vita della grazia. Egli è salito al Cielo, e verrà nuovamente, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, ciascuno secondo i propri meriti; sicché andranno alla vita eterna coloro che hanno risposto all’Amore e alla Misericordia di Dio, e andranno nel fuoco inestinguibile coloro che fino all’ultimo vi hanno opposto il loro rifiuto. E il suo Regno non avrà fine.
Noi crediamo nello Spirito Santo, che è Signore e dona la vita; che è adorato e glorificato col Padre e col Figlio. Egli ci ha parlato per mezzo dei profeti, ci è stato inviato da Cristo dopo la sua Resurrezione e la sua Ascensione al Padre; Egli illumina, vivifica, protegge e guida la Chiesa, ne purifica i membri, purché non si sottraggano alla sua grazia. La sua azione, che penetra nell’intimo dell’anima, rende l’uomo capace di rispondere all’invito di Gesù: «Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste» (Matth. 5, 48).
Noi crediamo che Maria è la Madre, rimasta sempre Vergine, del Verbo Incarnato, nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo (Cfr. Dz.-Sch. 251-252) e che, a motivo di questa singolare elezione, Ella, in considerazione dei meriti di suo Figlio, è stata redenta in modo più eminente (Cfr. Lumen gentium, 53), preservata da ogni macchia del peccato originale (Cfr. Dz.-Sch. 2803) e colmata del dono della grazia più che tutte le altre creature (Cfr. Lumen gentium, 53).
Associata ai Misteri della Incarnazione e della Redenzione con un vincolo stretto e indissolubile (Cfr. Lumen gentium, 53, 58, 61), la Vergine Santissima, l’Immacolata, al termine della sua vita terrena è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste (Cfr. Dz.-Sch. 3903) e configurata a suo Figlio risorto, anticipando la sorte futura di tutti i giusti; e noi crediamo che la Madre Santissima di Dio, Nuova Eva, Madre della Chiesa (Cfr. Lumen gentium, 53, 56, 61, 63; cfr. Pauli VI, Alloc. in conclusione III Sessionis Concilii Vat. II: A.A.S. 56, 1964, p. 1016; Exhort. Apost. Signum Magnum, Introd.), continua in Cielo il suo ufficio materno riguardo ai membri di Cristo, cooperando alla nascita e allo sviluppo della vita divina nelle anime dei redenti (Cfr. Lumen gentium, 62; Pauli VI, Exhort. Apost. Signum Magnum, p. 1, n. 1).
Noi crediamo che in Adamo tutti hanno peccato: il che significa che la colpa originale da lui commessa ha fatto cadere la natura umana, comune a tutti gli uomini, in uno stato in cui essa porta le conseguenze di quella colpa, e che non è più lo stato in cui si trovava all’inizio nei nostri progenitori, costituiti nella santità e nella giustizia, e in cui l’uomo non conosceva né il male né la morte. È la natura umana così decaduta, spogliata della grazia che la rivestiva, ferita nelle sue proprie forze naturali e sottomessa al dominio della morte, che viene trasmessa a tutti gli uomini; ed è in tal senso che ciascun uomo nasce nel peccato. Noi dunque professiamo, col Concilio di Trento, che il peccato originale viene trasmesso con la natura umana, «non per imitazione, ma per propagazione», e che esso pertanto è «proprio a ciascuno» (Dz-Sch. 1513).
Noi crediamo che nostro Signor Gesù Cristo mediante il Sacrificio della Croce ci ha riscattati dal peccato originale e da tutti i peccati personali commessi da ciascuno di noi, in maniera tale che - secondo la parola dell’Apostolo - «là dove aveva abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia» (Rom. 5, 20).
Noi crediamo in un sol Battesimo istituito da Nostro Signor Gesù Cristo per la remissione dei peccati. Il battesimo deve essere amministrato anche ai bambini che non hanno ancor potuto rendersi colpevoli di alcun peccato personale, affinché essi, nati privi della grazia soprannaturale, rinascano «dall’acqua e dallo Spirito Santo» alla vita divina in Gesù Cristo (Cfr. Dz-Sch. 1514).
Noi crediamo nella Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, edificata da Gesù Cristo sopra questa pietra, che è Pietro. Essa è il Corpo mistico di Cristo, insieme società visibile, costituita di organi gerarchici, e comunità spirituale; essa è la Chiesa terrestre, Popolo di Dio pellegrinante quaggiù, e la Chiesa ricolma dei beni celesti; essa è il germe e la primizia del Regno di Dio, per mezzo del quale continuano, nella trama della storia umana, l’opera e i dolori della Redenzione, e che aspira al suo compimento perfetto al di là del tempo, nella gloria (Cfr. Lumen gentium, 8 e 5). Nel corso del tempo, il Signore Gesù forma la sua Chiesa mediante i Sacramenti, che emanano dalla sua pienezza (Cfr. Lumen gentium, 7, 11). È con essi che la Chiesa rende i propri membri partecipi del Mistero della Morte e della Resurrezione di Cristo, nella grazia dello Spirito Santo, che le dona vita e azione (Cfr. Sacrosanctum Concilium, 5, 6; Lumen gentium, 7, 12, 50). Essa è dunque santa, pur comprendendo nel suo seno dei peccatori, giacché essa non possiede altra vita se non quella della grazia: appunto vivendo della sua vita, i suoi membri si santificano, come, sottraendosi alla sua vita, cadono nei peccati e nei disordini, che impediscono l’irradiazione della sua santità. Perciò la Chiesa soffre e fa penitenza per tali peccati, da cui peraltro ha il potere di guarire i suoi figli con il Sangue di Cristo ed il dono dello Spirito Santo.
Erede delle promesse divine e figlia di Abramo secondo lo spirito, per mezzo di quell’Israele di cui custodisce con amore le Scritture e venera i Patriarchi e i Profeti; fondata sugli Apostoli e trasmettitrice, di secolo in secolo, della loro parola sempre viva e dei loro poteri di Pastori nel Successore di Pietro e nei Vescovi in comunione con lui; costantemente assistita dallo Spirito Santo, la Chiesa ha la missione di custodire, insegnare, spiegare e diffondere la verità, che Dio ha manifestato in una maniera ancora velata per mezzo dei Profeti e pienamente per mezzo del Signore Gesù. Noi crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che la Chiesa propone a credere come divinamente rivelata sia con un giudizio solenne, sia con il magistero ordinario e universale (Cfr. Dz-Sch. 3011). Noi crediamo nell’infallibilità, di cui fruisce il Successore di Pietro, quando insegna ex cathedra come Pastore e Dottore di tutti i fedeli (Cfr. Dz.-Sch. 3074), e di cui è dotato altresì il Collegio dei vescovi, quando esercita con lui il magistero supremo (Cfr. Lumen gentium, 25).
Noi crediamo che la Chiesa, che Gesù ha fondato e per la quale ha pregato, è indefettibilmente una nella fede, nel culto e nel vincolo della comunione gerarchica. Nel seno di questa Chiesa, sia la ricca varietà dei riti liturgici, sia la legittima diversità dei patrimoni teologici e spirituali e delle discipline particolari lungi dal nuocere alla sua unità, la mettono in maggiore evidenza (Cfr. Lumen gentium, 23; cfr. Orientalium Ecclesiarum, 2, 3, 5, 6).
Riconoscendo poi, al di fuori dell’organismo della Chiesa di Cristo, l’esistenza di numerosi elementi di verità e di santificazione che le appartengono in proprio e tendono all’unità cattolica (Cfr. Lumen gentium, 8), e credendo alla azione dello Spirito Santo che nel cuore dei discepoli di Cristo suscita l’amore per tale unità (Cfr. Lumen gentium, 15), Noi nutriamo speranza che i cristiani, i quali non sono ancora nella piena comunione con l’unica Chiesa, si riuniranno un giorno in un solo gregge con un solo Pastore.
Noi crediamo che la Chiesa è necessaria alla salvezza, perché Cristo, che è il solo Mediatore e la sola via di salvezza, si rende presente per noi nel suo Corpo, che è la Chiesa (Cfr. Lumen gentium, 14). Ma il disegno divino della salvezza abbraccia tutti gli uomini: e coloro che, senza propria colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e sotto l’influsso della sua grazia si sforzano di compiere la sua volontà riconosciuta nei dettami della loro coscienza, anch’essi, in un numero che Dio solo conosce, possono conseguire la salvezza (Cfr. Lumen gentium, 16).
Noi crediamo che la Messa, celebrata dal Sacerdote che rappresenta la persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell’Ordine, e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del suo Corpo mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari. Noi crediamo che, come il pane e il vino consacrati dal Signore nell’ultima Cena sono stati convertiti nel suo Corpo e nel suo Sangue che di lì a poco sarebbero stati offerti per noi sulla Croce, allo stesso modo il pane e il vino consacrati dal sacerdote sono convertiti nel Corpo e nel Sangue di Cristo gloriosamente regnante nel Cielo; e crediamo che la misteriosa presenza del Signore, sotto quello che continua ad apparire come prima ai nostri sensi, è una presenza vera, reale e sostanziale (Cfr. Dz.-Sch. 1651).
Pertanto Cristo non può essere presente in questo Sacramento se non mediante la conversione nel suo Corpo della realtà stessa del pane e mediante la conversione nel suo Sangue della realtà stessa del vino, mentre rimangono immutate soltanto le proprietà del pane e del vino percepite dai nostri sensi. Tale conversione misteriosa è chiamata dalla Chiesa, in maniera assai appropriata, transustanziazione. Ogni spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo mistero, per essere in accordo con la fede cattolica deve mantenere fermo che nella realtà obiettiva, indipendentemente dal nostro spirito, il pane e il vino han cessato di esistere dopo la consacrazione, sicché da quel momento sono il Corpo e il Sangue adorabili del Signore Gesù ad esser realmente dinanzi a noi sotto le specie sacramentali del pane e del vino (Cfr. Dz-Sch. 1642, 1651-1654; Pauli VI, Litt. Enc. Mysterium Fidei), proprio come il Signore ha voluto, per donarsi a noi in nutrimento e per associarci all’unità del suo Corpo Mistico (Cfr. S. Th. III, 73, 3).
L’unica ed indivisibile esistenza del Signore glorioso nel Cielo non è moltiplicata, ma è resa presente dal Sacramento nei numerosi luoghi della terra dove si celebra la Messa. Dopo il Sacrificio, tale esistenza rimane presente nel Santo Sacramento, che è, nel tabernacolo, il cuore vivente di ciascuna delle nostre chiese. Ed è per noi un dovere dolcissimo onorare e adorare nell’Ostia santa, che vedono i nostri occhi, il Verbo Incarnato, che essi non possono vedere e che, senza lasciare il Cielo, si è reso presente dinanzi a noi.
Noi confessiamo che il Regno di Dio, cominciato quaggiù nella Chiesa di Cristo, non è di questo mondo, la cui figura passa; e che la sua vera crescita non può esser confusa con il progresso della civiltà, della scienza e della tecnica umane, ma consiste nel conoscere sempre più profondamente le imperscrutabili ricchezze di Cristo, nello sperare sempre più fortemente i beni eterni, nel rispondere sempre più ardentemente all’amore di Dio, e nel dispensare sempre più abbondantemente la grazia e la santità tra gli uomini. Ma è questo stesso amore che porta la Chiesa a preoccuparsi costantemente del vero bene temporale degli uomini. Mentre non cessa di ricordare ai suoi figli che essi non hanno quaggiù stabile dimora, essa li spinge anche a contribuire - ciascuno secondo la propria vocazione ed i propri mezzi - al bene della loro città terrena, a promuovere la giustizia, la pace e la fratellanza tra gli uomini, a prodigare il loro aiuto ai propri fratelli, soprattutto ai più poveri e ai più bisognosi. L’intensa sollecitudine della Chiesa, Sposa di Cristo, per le necessità degli uomini, per le loro gioie e le loro speranze, i loro sforzi e i loro travagli, non è quindi altra cosa che il suo grande desiderio di esser loro presente per illuminarli con la luce di Cristo e adunarli tutti in Lui, unico loro Salvatore. Tale sollecitudine non può mai significare che la Chiesa conformi se stessa alle cose di questo mondo, o che diminuisca l’ardore dell’attesa del suo Signore e del Regno eterno.
Noi crediamo nella vita eterna. Noi crediamo che le anime di tutti coloro che muoiono nella grazia di Cristo, sia che debbano ancora esser purificate nel Purgatorio, sia che dal momento in cui lasciano il proprio corpo siano accolte da Gesù in Paradiso, come Egli fece per il Buon Ladrone, costituiscono il Popolo di Dio nell’aldilà della morte, la quale sarà definitivamente sconfitta nel giorno della Resurrezione, quando queste anime saranno riunite ai propri corpi.
Noi crediamo che la moltitudine delle anime, che sono riunite intorno a Gesù ed a Maria in Paradiso, forma la Chiesa del Cielo, dove esse nella beatitudine eterna vedono Dio così com’è (Cfr. 1 Io. 3, 2; Dz.-Sch. 1000) e dove sono anche associate, in diversi gradi, con i santi Angeli al governo divino esercitato da Cristo glorioso, intercedendo per noi ed aiutando la nostra debolezza con la loro fraterna sollecitudine (Cfr. Lumen gentium, 49).
Noi crediamo alla comunione tra tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la propria purificazione e dei beati del Cielo, i quali tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l’amore misericordioso di Dio e dei suoi Santi ascolta costantemente le nostre preghiere, secondo- la parola di Gesù: Chiedete e riceverete (Cfr. Luc. 10, 9-10; Io. 16, 24). E con la fede e nella speranza, noi attendiamo la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Sia benedetto Dio Santo, Santo, Santo. 
Amen
(vatican.va)

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NEWSLETTER DI P. LIVIO, 5 OTTOBRE

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MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MIRJANA - 2 Ottobre 2018

“Cari figli,
vi invito ad essere coraggiosi e a non desistere, perché anche il più piccolo bene, il più piccolo segno d’amore vince il male sempre più visibile. Figli miei, ascoltatemi affinché il bene prenda il sopravvento, affinché possiate conoscere l’amore di mio Figlio. Quella è la felicità più grande: le braccia di mio Figlio che abbracciano. Lui che ama l’anima, lui che si è dato per voi e sempre di nuovo si dà nell’Eucaristia, lui che ha parole di vita eterna. Conoscere il suo amore, seguire le sue orme significa avere la ricchezza della spiritualità. Quella è una ricchezza che dà buoni sentimenti e vede amore e bontà ovunque. Apostoli del mio amore, figli miei, voi siate come raggi di sole che, col calore dell’amore di mio Figlio, riscaldano tutti attorno a loro. Figli miei, al mondo servono apostoli d’amore, al mondo servono molte preghiere: ma preghiere dette col cuore e con l’anima, e non solo pronunciate con le labbra. Figli miei, tendete alla santità, ma nell’umiltà. Nell’umiltà che permette a mio Figlio di fare attraverso di voi ciò che lui desidera. Figli miei, le vostre preghiere, le vostre parole, pensieri ed opere, tutto questo vi apre o vi chiude le porte del Regno dei Cieli. Mio Figlio vi ha mostrato la via e vi ha dato la speranza, ed io vi consolo e vi incoraggio. Perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore, ma ho avuto fede e speranza. Ora ho il premio della vita nel Regno di mio Figlio. Perciò ascoltatemi, abbiate coraggio, non desistete! Vi ringrazio!”.


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COMMENTO AL MESSAGGIO (di Padre Livio)

Credo che il messaggio della Regina della Pace, dello scorso 2 ottobre, sia uno dei messaggi più intensi e più accorati che Ella ci abbia mai rivolto.

Si apre e termina con l’invito ad essere coraggiosi e a non desistere. 
Ripete inoltre per ben sette volte, sia all’inizio che alla fine, la frase “Figli miei” e per due volte “ascoltatemi”.

E’ chiaro che la Madonna, come si vedrà subito all’inizio del messaggio, fa riferimento alla situazione di sofferenza in cui si trova attualmente la Chiesa, nella quale il male si è fatto più visibile.

Cari amici, l’espressione della Madonna, il male che si fa più visibile, dice tante cose. 
Il male era sotterraneo, era come un veleno che circolava come l’ossido di carbonio che uccide senza essere visto, senza essere percepito, insapore e inodore, che semina la morte. Il male più è nascosto e è più micidiale. Adesso si è reso più visibile, come è apparso chiaramente a tanti, anche attraverso i mass media mondiali: il peccato sotto forma di abusi, debolezze…
Questo male è sia di carattere morale che di carattere teologico. 
L’immoralità è il frutto nefasto, il frutto velenoso della perdita della fede!

Cari amici, la Madonna ci ha richiamato in tutti questi messaggi del 2 del mese alla divinità di Suo Figlio: suo Figlio che è Dio da Dio, che è uno nella Santissima Trinità, che è uno con il Padre e con lo Spirito Santo. Quando si perde la fede in Gesù Cristo Figlio di Dio, si fa di Gesù Cristo un profeta, si perde la fede nell’unicità della fede cristiana, nella Divina Rivelazione, nell’unicità di Gesù Cristo e quindi gli sbandamenti sono inevitabili poichè perdendo la fede si perde la Grazia; si perde l’aiuto divino e cadiamo in balia del male.

Di fronte a questa situazione, la Madonna ci dice: “Siate coraggiosi!” Abbiate il coraggio della fede! Il coraggio di essere fedeli! Il coraggio di testimoniare! Il coraggio di proclamare la propria fede! Non tacerla, non aver paura! Dire: “Io credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio. Io credo nell’anima immortale (perché negano anche la sua esistenza)! La parola “anima” è in ogni messaggio. “Credo nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, dove Lui si dà a noi sempre e di nuovo. Credo che le sue Parole son di vita eterna!”.

Quindi siamo coraggiosi nel testimoniare la fede. Testimoniamo la nostra fede! Rimaniamo fermi nella nostra fede.

Non desistete dalla battaglia! Non arretrate neanche di un millimetro, ma restate fermi, anche di fronte ai mali esempi; anche di fronte ai falsi profeti! Coraggiosi e fermi. E generosi nel fare il bene, perché anche il più piccolo bene che facciamo; anche il più piccolo segno di amore, vince il male: lo fa indietreggiare. E così, essendo coraggiosi e non desistendo, il bene prende il sopravvento. Così potete sperimentare la potenza d’amore che viene da mio Figlio (il vincitore del peccato, del maligno) e distrugge il potere delle tenebre. “Conoscete l’amore di mio Figlio, la potenza dell’amore di mio Figlio, che vince il male”.

Poi la Madonna anticipa il premio di questa resistenza coraggiosa, che è la felicità più grande, e cioè quella di essere stati testimoni di Cristo e di ricevere il suo abbraccio. Quella è la felicità più grande! “Le braccia di mio Figlio che abbracciano”, che ci abbracciano e ci sostengono nella battaglia, ci fa sentire il santo orgoglio di combattere per Lui ogni giorno. E, alla fine della giornata, andare a letto e sentire l’abbraccio di Gesù. Così, nel momento dell’uscita da questo mondo, non il giudizio, ma sentire l’abbraccio di Gesù per tutti coloro che sono stati fedeli, coraggiosi e perseveranti.

“Mio Figlio, Lui che ama l’anima”. La Madonna ripete più volte nei messaggi la parola anima. Perché dell’anima personale e immortale non ne parlano più, l’hanno trascurata, l’hanno eliminata. Non si parla più della salvezza eterna della propria anima. Non si parla più della missione della Chiesa, che è la salvezza eterna delle anime! Per questo Cristo è morto sulla croce ed ha istituito la Chiesa: per salvare le anime! Le ha salvate dandosi per noi e sempre di nuovo si dà nell’eucaristia. Lui sempre, attraverso il Vangelo, oggi, ci dà le sue parole di vita eterna!

Come vedete, la Madonna, dopo averci incoraggiato e aver visto come siamo timorosi, scoraggiati, oppressi dalla potenza del male, ci dice di guardare a Colui che ci può sostenere, vedendo come Lui si è dato per noi e si è sacrificato per la nostra salvezza. Vediamo come la Madonna sempre ci indirizza verso suo Figlio, perché Lui è la Vie, la Verità e la Vita! Lui è la forza, Lui è l’amore! Conoscere il suo amore, seguire le sue orme, significa avere la ricchezza della spiritualità.

Cari amici, a cosa serve la vita, se non a conoscere, amare e servire Dio, che si è rivelato in Gesù Cristo? Non è vero che tutte le religioni sono uguali! Esiste una sola religione, quella cattolica; quella che è cominciata con la creazione e con l’elevazione dei progenitori alla vita soprannaturale. Con la Creazione, quando, come dice San Paolo, “Il Padre ha creato tutte le cose per mezzo di suo Figlio e in vista di suo Figlio”. Quella è l’unica religione vera! Non ci sono altre religioni al di fuori di questa: quella di Cristo! E noi in questa vita siamo chiamati a conoscere il suo amore e a seguire le sue orme. Così abbiamo la ricchezza della vita spirituale, che trabocca dal cuore e che fa sì che amiamo anche gli altri; che diffondiamo e valorizziamo la bontà perché dovunque si manifesta si vede l’opera dello Spirito Santo!

“Conoscere il suo amore, seguire le sue orme”, significa avere la ricchezza della spiritualità. Quella è una ricchezza che dà i buoni sentimenti e vede bontà e amore ovunque. C’è una sola ricchezza spirituale, che viene dal conoscere l’amore di Gesù Cristo e dal seguire le sue orme. Da quella ricchezza nasce tutto il bene, anche quello delle persone che non lo conoscono, perché la grazia dello Spirito Santo opera ovunque attraverso vie a Lui note.

E quindi la Madonna ci dice: “Guardate a Gesù Cristo, ricevete il suo abbraccio, accogliete il suo amore, seguite le sue orme. Così diventate gli apostoli del mio amore. 
E chi sonno gli apostoli di Maria? “Sono raggi di luce che col calore dell’amore di mio Figlio riscaldano tutti attorno a loro”.

Cari amici, ormai io sento dire che tutte le religioni sono uguali: cattolici, protestanti, ortodossi – e passi, che comunque sono cristiani -, e buddisti, induisti, atei e musulmani, eccetera. Tutti sono raggi di sole … no, no! I raggi di sole sono solo quelli che credono in Gesù Cristo e accolgono il suo amore! Essi sono chiamati a riscaldare e a illuminare tutti gli altri! Esiste una sola religione vera, che è Cristo! Come disse più volte, sulla scia della Sacra Scrittura, il grande papa Paolo VI, che portò Cristo in tutto il mondo. Ebbene, cari amici, attraverso la fede riceviamo la luce di Cristo. Attraverso la fede e la preghiera riceviamo il suo amore. E così, diventando apostoli, portiamo, come raggi di sole, il calore e la luce e l’amore di Cristo a tutti quelli che non credono; che sono nelle tenebre dell’oscurità .

Questo della Madonna, è un discorso cattolico! La Madonna è cattolica! Noi sentiamo che dice la verità cattolica. Siamo tutti chiamati, dagli anziani ai bambini, ai giovani, agli uomini, alle donne, a tutte le età, a tutte le situazioni, a tutte le professioni, in tutte le situazioni di vita; tutti siamo chiamati ad essere come soli che riscaldano e illuminano tutti gli altri.

Poi la Madonna ci dice di tendere alla santità nell’umiltà. Attenzione, cari amici, perché siamo fragili, siamo deboli! Nell’umiltà, nella preghiera, nel pentimento dei nostri peccati, nella compassione verso gli altri che sono peccatori, che perdono la fede. Dobbiamo avere la compassione, non certo il rancore. Vediamo coloro che hanno tradito la vocazione. Dobbiamo pregare per la loro conversione. Strappare le anime dalla bocca del drago con la preghiera e con i sacrifici. La Madonna ci chiede l’umiltà, perché attraverso l’umiltà noi diventiamo strumenti di Gesù. Attraverso l’umiltà il nostro io non ci ingombra, non ci spegne perché il nostro io spegne l’amore e la luce di Cristo in noi. Attraverso l’umiltà Gesù ci usa come suoi strumenti per la salvezza degli altri. “È l’umiltà che permette a mio Figlio, attraverso di voi, di fare ciò che lui desidera.

Attenzione, cari amici, adesso, a questo passaggio: “Figli miei, al mondo servono molte preghiere, ma preghiere dette col cuore, con l’anima, non solo pronunciate con le lebbra”, per poter essere intercessori; intercessori 24 ore al giorno, anche offrendo i sacrifici, il lavoro, la fatica quotidiana: tutto questo è preghiera. Ma tutto deve essere fatto col cuore e con l’anima. Dire: “Gesù, lo faccio per te, sopporto per te, offro per te, lavoro per te, perdono per te”. Quando diciamo le preghiere, anche le più semplici, come il Rosario, il Padre Nostro, l’Ave Maria, il Gloria al Padre: sentire col cuore quello che si dice.

Poi la Madonna ci dice di controllare le nostre parole, che siano parole buone. Molte volte le nostre parole sono come il sibilo del serpente. La nostra lingua è biforcuta, è rabbiosa, è una spada acuminata, è un morso di serpente. Oppure siamo quelli che dicono la verità, la testimoniano, sono pieni di dolcezza, di amore, di perdono, di incoraggiamento. Lo stesso si può dire dei nostri pensieri. E poi le opere, quello che facciamo, che possono essere espressioni del male che è nel nostro cuore, oppure che possono essere opere di amore, di tenerezza, di compassione, di perdono.

Tutto questo – azioni, parole e opere - vi apre o vi chiude le porte del Regno dei cieli. Ecco, In questi tempi è difficile trovare qualcuno che parli di inferno, che parli di via della rovina, che parli di perdizione eterna … ormai tutti vi dicono che si va in paradiso. Tutti vanno in paradiso. Chi l’ha detto? Dove sta scritto? L’ha detto Gesù. Gesù ha detto anche: “Via da me, maledetti, nel fuoco eterno”. Non si contano le volte che Gesù nel vangelo ci ha parlato dell’inferno.

Allora, Gesù era o non era il Figlio di Dio? Ha detto delle Parole di vita eterna, o ha detto opinioni personali? Adesso più di uno dice: “Non è il Figlio di Dio”. Non si espone troppo, ma la pensa così. Più di uno dice che l’inferno è un’invenzione. La Madonna invece ribadisce quello che c’è nel Vangelo. (Molti hanno da ridire a riguardo delle molte apparizioni, approvate o non approvate. A parte il fatto che non possiamo impedire a Dio di manifestarsi nella storia attraverso i Santi e attraverso sua Madre. Quello che notiamo spesso è che la Madre, come i Santi, spesso ribadiscono con la loro presenza aspetti e affermazioni evangeliche che sono dimenticate in un determinato periodo storico. Ndt).

La Madonna, sia a Fatima, come ora a Medjugorje e in altre apparizioni, ha detto: “oggi molti vanno all’inferno”, perché con le nostre opere, pensieri, azioni e parole possiamo aprire o chiudere le porte del Regno dei cieli. Entrano nel Regno dei cieli coloro che sono pentiti dei loro peccati e si sono affidati alla Divina Misericordia. Ma come può avere il pentimento dei peccati colui che non crede che Gesù è il Figlio di Dio, colui che ha rinnegato la fede, colui che ha insegnato la menzogna? Colui che si valuta superiore a Gesù Cristo, come può entrare nel Regno di Dio? Stiamo attenti, cari amici, la parabola delle vergini stolte. Bussarono alla porta, ma la porta fu chiusa, e nessuno ha aperto.

E la Madonna conclude: “Mio Figlio vi ha mostrato la via”, la Via, che è Lui stesso. Dobbiamo seguire i suoi insegnamenti, e non travisarli! Oggi è in atto un travisamento sistematico delle parole di Gesù e del suo insegnamento! “Mio Figlio vi ha mostrato la via e vi ha dato la speranza”, la speranza della vita immortale. “E io sono qui a consolarvi e a incoraggiarvi”. Non dobbiamo avere paura di essere cattolici fedeli a tutto ciò che la Chiesa ha insegnato nel corso dei secoli, e totalmente aderenti a Gesù Cristo, alla sua parola, alla sua presenza, alla sua presenza anche nel sacrificio che si dà nell’Eucaristia! Seguire le sue orme, come sentito nella testimonianza di Paolo VI: quando parlava di Cristo sembrava estasiato.

La Madonna è qui per consolarci e incoraggiarci, ci porta il suo esempio. 
“Perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore, ma ho avuto fede e speranza”. Mettiamoci nelle mani della Madonna. Lei ha seguito Gesù nei tre anni della sua vita pubblica. Con le pie donne ha visto con quanto amore Gesù ha scelto i 12, con quanto amore li ha curati, li ha formati nella fede, e poi ha visto, nel momento dell’assalto delle tenebre, Giuda che si è consegnato a Satana, tradendo Gesù, vendendolo per 30 denari e poi è andato a impiccarsi. Lui, un apostolo scelto da Gesù. E Giuda, cari amici, era un ipocrita perfetto, perché solo Gesù e Maria sapevano, ma gli altri apostoli non sapevano chi era veramente. Infatti, quando Gesù ha detto: “Uno di voi mi tradirà”, pensate, nessuno degli apostoli ha pensato a Giuda. Dicevano: “Sono forse io, Signore?”. Camuffato perfettamente! Anzi, sembrava il più zelante di tutti. Era arrivato a dire: “Perché tutti questi soldi buttati dalla Maddalena per ungere i piedi di Gesù? Ma abbiamo i poveri da aiutare!”. E Pietro, che era il più schietto, il più generoso, si è fatto prendere dalla paura e l’ha rinnegato dicendo: “Io non conosco quell’uomo”. E poi tutti gli apostoli sono fuggiti, eccetto Giovanni. Pensate quale deve esser stato il dolore di Maria di fronte a questo scempio che ha fatto Satana nella Chiesa che Gesù aveva formato durante la sua vita!

Ma Lei ha avuto fede e speranza. Così dobbiamo fare noi. “Ora – dice la Madonna – per aver conosciuto il dolore, ho il premio della Vita nel Regno di mio Figlio”. Pensate: governa il mondo con suo Figlio! “E perciò – conclude la Madonna -, ascoltatemi”. Lo dice all’inizio, e lo dice adesso: “Ascoltatemi, abbiate coraggio, non desistete, perché il più piccolo segno d’amore vince il male sempre più visibile. Ascoltatemi, perché il bene prende il sopravvento”. Dipende dalla nostra risposta, cari amici, dalla nostra fedeltà incrollabile.

Abbiamo visto prima in un articolo che la Chiesa ha sempre visto attacchi di questo genere, ma mai come questo! Questo è il più grande attacco che la Chiesa abbia mai affrontato nel corso della sua storia: “perché satana è sciolto dalle catene”, come ci ha detto la Madonna. Siamo di fronte al più grande combattimento escatologico. Per questo è qui da così tanto tempo. Ed è per questo che queste sono le sue ultime apparizioni. È il combattimento decisivo, col quale, come ha detto Mirjana, attraverso gli eventi dei 10 segreti, la Madonna ha deciso di cambiare il mondo.


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MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A MARIJA - 25 Settembre 2018

"Cari figli! Anche la natura vi offre i segni del suo amore attraverso i frutti che vi dona. Anche voi, con la mia venuta, avete ricevuto l’abbondanza dei doni e dei frutti. Figlioli, quanto avete risposto alla mia chiamata, Dio sa. Io vi invito: Non è tardi, decidetevi per la santità e per la vita con Dio nella grazia e nella pace! Dio vi benedirà e vi darà il centuplo, se confidate in Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."


COMMENTO AL MESSAGGIO (di Padre Livio)

Il messaggio ha due aspetti: il primo aspetto riguarda il paragone tra la natura che caratterizza il mese di Settembre e la venuta della Madonna che porta doni e frutti; il secondo aspetto invece riguarda il modo in cui abbiamo risposto alla chiamata della Madonna e all’abbondanza dei suoi doni e dei suoi frutti.

“Cari figli, anche la natura vi offre i segni del suo amore attraverso i frutti che vi dona”. Andando al supermercato, infatti, si trova moltissima frutta di stagione, uva, mele, pere, ma anche pesche, nocciole e castagne. L’autunno è una stagione meravigliosa.

“Anche voi, con la mia venuta, avete ricevuto l’abbondanza dei doni e dei frutti”. La Madonna ci invita attraverso i frutti della natura a ringraziare Dio Creatore e a capire che oltre ai doni materiali Dio ci dà tanti frutti spirituali di cui noi dobbiamo saper approfittare.

“Figlioli, quanto avete risposto alla mia chiamata, Dio sa”, e ci dice: “fate un resoconto di come avete accolto questi frutti, Dio lo sa”.

Però se non lo abbiamo fatto ancora, la Madonna dice: “Io vi invito: non è tardi” e quindi anche se siamo in quella fase della vita in cui cominciamo a vedere che i conti non tornano, non dobbiamo scoraggiarci; infatti siamo sempre in tempo a convertirci, ad iniziare una vita nuova. E ancora ci dice: “decidetevi per la santità, per la vita con Dio, per la vita nella grazia lontano dal peccato e avrete il dono della pace”.

Poi la Madonna dice: “Dio vi benedirà e vi darà il centuplo, se confidate in Lui”, “attenzione che se voi date a Dio uno, Dio vi dà cento! Abbiate fiducia in Lui, non vi troverete pentiti, seguendo Dio la vostra vita sarà una grande benedizione per voi e per gli altri”.

“Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Queste sono le esortazioni della Madonna di cui dobbiamo fare tesoro.

Però vorrei dedicare un po' di tempo a questo richiamo che la Madonna fa spesso alla natura, qual è il motivo?

Perché c'è una via, che possiamo chiamare naturale, per arrivare a Dio, attraverso le opere di Dio, attraverso le opere della creazione, perché è nella creazione che risplende la potenza, la sapienza e l'amore di Dio.

D'altra parte Gesù ci invita a fare questo, quando ci parla degli uccelli del cielo e dei gigli del campo. Gli uccelli non seminano e non mietono, ma hanno sempre da mangiare.

La Madonna ci invita attraverso la natura a trovare Dio. Lo stesso dobbiamo fare noi con i nostri bambini, dobbiamo mostrare loro la bellezza del creato, la sapienza, la potenza, l'amore di Dio e la provvidenza del Padre Celeste. Per cui adesso vorrei fare una piccola sintesi di alcuni messaggi in cui la Madonna ci dice come Dio si rivela a noi attraverso la natura:

“Cari figli, vi invito ad aprirvi a Dio, vedete figlioli come la natura si apre e dona la vita e i frutti. Così anch'io vi invito a vivere con Dio e ad abbandonarsi a Lui. Figlioli, io sono con voi e desidero continuamente condurvi nella gioia della vita”.

“Cari figli, Dio vi vuole salvare e vi manda i messaggi attraverso gli uomini, attraverso la natura e attraverso molte altre cose che vi possono aiutare a comprendere che dovete cambiare la direzione della vostra vita”.

“Cari figli, oggi come non mai vi invito alla preghiera, che la vostra preghiera sia preghiera per la pace; satana è forte e desidera distruggere non solo la vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete”.

Satana vuol distruggere non soltanto la Chiesa, che è il segno della presenza di Dio e del Suo amore, ma anche la natura che è opera di Dio.

“Cari figli, oggi vi invito tutti a risvegliare i vostri cuori all'amore. Andate nella natura (siamo nel mese di Aprile) e guardate come la natura si sta svegliando. Desidero che voi risvegliate l'amore nelle vostre famiglie, in modo tale che dove c'è odio e mancanza di pace regni l'amore, e dove c'è l'amore nei vostri cuori, regni anche la preghiera”.

“Cari figli, in questo tempo di grazia (siamo nel mese di Luglio), vi invito ad avvicinarvi ancora di più a Dio attraverso la vostra preghiera personale. Utilizzate bene il tempo di riposo e donate alla vostra anima e ai vostri occhi il riposo in Dio. Trovate la pace nella natura e scoprirete Dio Creatore, al quale potete rendere grazie per tutte le creature, allora troverete la gioia nel vostro cuore”.

“Cari figli, oggi vi invito a ringraziare Dio nel vostro cuore per tutte le grazie che vi dà attraverso i segni e i colori che sono nella natura, (siamo nel mese di agosto), Dio desidera avvicinarvi a sé e vi esorta a dare a Lui gloria e lode, perciò vi invito figlioli di nuovo: pregate, pregate, pregate, e non dimenticate che io sono con voi”.

“Cari figli, la natura si risveglia (siamo nel mese di febbraio), e sugli alberi si vedono le prime gemme che porteranno un bellissimo fiore e poi un frutto, desidero che anche voi figlioli lavoriate sulla vostra conversione, e che siate coloro che testimoniano con la propria vita, così che il vostro esempio sia il segno e l’esortazione alla conversione per gli altri”.

“Cari figli, come la natura dà i colori più belli dell’anno (siamo ad aprile), così anch’io vi invito a testimoniare con la vostra vita, ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al mio Cuore Immacolato, perché la fiamma dell’amore verso l’Altissimo germogli nei loro cuori”.

“Cari figli, quando nella natura guardate la ricchezza dei colori che l’Altissimo vi dona, aprite il cuore con gratitudine, pregare con tutto il bene che avete e dite: sono creato per l’Eternità. E bramate le cose celesti perché Dio vi ama con immenso amore”.

E infine il messaggio di oggi.

Credo che anche noi con gli occhi dell’anima, dove Dio ha operato la sua pulitura e l’ha fatta diventare luminosa, guardiamo la natura, e attraverso di essa Dio Creatore ci parla della sua bontà, della sua bellezza e ci invita ad essere alberi che producono foglie e frutti.

A tutti coloro che sono anziani, anche io sono anziano, ma spiritualmente ed eternamente giovane, ricordo il salmo che dice: “anche nella vecchiaia daranno molti frutti, saranno verdi e rigogliosi” (salmo 92).

Allora anche noi anziani dobbiamo capire che nella vecchiaia daremo frutti abbondanti e saremo verdi e rigogliosi, ancora per tanti anni. 


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